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Il 9 Novembre 1924 sul percorso Monza - Calolzio - Erve - Capanna
Alpinisiti Monzesi al Resegone (mt 1220 s.m.) ebbe luogo la "Prima
Gara Turistica Autunnale", evento sportivo organizzato allo scopo
di collegare idealmente la Sede Sociale della S.A.M., ubicata nel
cuore della città,con la Capanna sul Resegone.
Singolare la formula usata dai Soci fondatori e dai sopraggiunti per
tale manifestazione. Una GARA, quindi con tutte le caratteristiche
che la parola stessa impone (lottare con uno sforzo per vincere o
superare un avversario), ma, al tempo stesso, anche TURISTICA in quanto
ricreativa, istruttiva ed a scopo di svago.
Le squadre partecipanti erano composte da quattro elementi che, a passo di marcia e partendo
alle ore 22.00 dall'Arengario di Monza, dovevano percorre i 42 chilometri
e presentarsi al traguardo entro 6 ore per potere essere inseriti
dell'ordine ufficiale di arrivo. Condizione indispensabile affinché
la squadra venisse classificata, era però che almeno tre concorrenti
sui quattro partiti, portassero a termine la gara.
L'abbigliamento degli atleti era in sintoina con gli usi e i costumi dell'epoca: scarponi
da montagna chiodati, fasce avvolte attorno alla gamba dalla scarpa
fin sopra il ginocchio, pantalone alla zuava, maglione e, buon ultimo,
uno zaino in spalla che doveva contenere generi di prima necessità
(successivamente sostituiti da semplice paglia per rendere meno gravoso
il fardello).
Le strade percorse erano assiepate di spettatori che,
nonostante l'ora tarda, dimostravano grande interesse e coinvolgimento
alla gara applaudendo e incitando i concorrenti che, sul fare del
mattino, arrivavano alla Capanna.
Alla prima edizione del 1924 seguirono altre due manifestazioni (1925, 1926). Poi, a seguito della fusione
della Società Alpinisti Monzesi con il C.A.I. per motivi politici,
la manifestazione fu sospesa.
Nel 1947, al termine degli eventi bellici, avvenne la rifondazione
della Società Alpinisti Monzesi e, con essa, riprese la Monza - Resegone
che continuò ininterrottamente fino al 1955, cioè per altri nove anni.
La nuova sospensione, questa volta, determinata da eventi di natura diversa che crediamo
di potere individuare nel benessere sopraggiunto nel Paese e dalla
conseguente attrazione per forme di divertimento fisicamente meno
faticose e impegnative.
Un ritrovato amore per la natura e la riscoperta dell'agonismo sportivo come momento esaltante dell'io ed aggregante
con i consimili, riporta al gusto per le corse e, conseguentemente,
la Monza - Resegone, come l'Araba Fenice, nel 1973 risorge più bella
e splendente di prima.
Bella perchè rinnovata nella forma.
Ora i concorrenti sono solo 3 per squadra; devono però arrivare al traguardo tutti assieme,
pena la squalifica.
Perciò, per fare parte del terzetto, occorre essere
ben affiatati con i compagni e quindi essere amici. Non si usa più
il passo di marcia ma si corre. Correre sul pianeggiante asfalto che
dall'Arengario accompagna i concorrenti fino alle porte di Calolzio,
correre sulle prime erte frammischiate a scalini spesso introvabili
per il buio pesto e che fanno poi baluginare le prime lontane luci
di Erve, correre sullo sconesso, aspro, malagevole e fosco sentiero
che, dipartendosi dal Ponte del Scelto issa, fra una selva di piante,
lassù fino alla Capanna Alpinisti Monzesi. Qui finalmente si conclude
ogni sacrificio ed esplode la felicità per la competizione portata
a termine.
Splendente perchè i partecipanti alla gara, abbandonato
l'abbigliamento dell'anteguerra, sono ora un luccichio di colori,
che fanno entusiasmare tutti gli spettatori. Scarpette speciali, variopinti
pantaloncini di raso che avvolgono di leggerezza, magliette multicolori
che mettono in risalto le sgargianti scritte degli sponsor: sono queste
le immagini dei podisti che corrono sotto gli occhi di migliaia di
persone plaudenti, che si accalcano ai lati della gara e che rendono
ancora più meravigliosa la notte della Monza - Resegone. |
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