Sottosezione C.A.I. Monza
“Aldo Mantovani”
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Domenica 7
Giugno 2009 - Rifugio Musella, Val
di Scerscen
- Valmalenco tempo totale
di cammino: 4 ore
quota di partenza/arrivo: m. 1598 / m. 2021 dislivello complessivo: m. 850
partecipanti: 29 (22 soci, 7 amici) |
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Eccoci di nuovo qui a raccontare
una gita della Società Alpinisti Monzesi. Domenica 7 Giugno siamo partiti da Piazza Castello in Direzione
Sondrio, per poi girare a sinistra verso A meta’ della salita,
abbiamo iniziato a calpestare il “campo di gara” di una sky race locale, con circa 500 concorrenti iscritti, che,
nonostante il terreno bagnato e fangoso, sfrecciavano in senso opposto al
nostro, come rapaci in picchiata: abbiamo infatti più volte temuto di
scontrarci frontalmente e
pericolosamente con gli atleti che correvano in discesa. Al termine della salita il tracciato si apriva la strada in una
grande spianata, circondata dalle vette ancora innevate e invasa da torrenti
e ruscelli impetuosi. Alle 11.30 circa , con molta calma e molte soste fotografiche, siamo giunti al
rifugio Musella, sotto un’incessante pioggia
battente. Il gestore ci ha accolti offrendoci gustosi spuntini a base di
frutta fresca, torte e bevande, originariamente predisposte
dall’organizzazione della gara per rifocillare i corridori che , visto il tempo pessimo e freddo,
hanno superato senza fermarsi il punto di ristoro: non si poteva sprecare
tutto quel ben di Dio. La giornata uggiosa ci ha spinto a pranzare al coperto, eccezion
fatta per alcuni indomiti esploratori,
che hanno deciso di spingersi in quota, verso il Rifugio Carate,
sfidando Giove e Pluvio. Finalmente, dopo pranzo, ha smesso di piovere ed ha fatto
capolino il sole, facendo cambiare gli stati d’animo e il paesaggio: la
compagnia e’ bella ( si dice cosi ), ma in montagna il sole conta al 70%! La discesa ci ha visto intraprendere un diverso itinerario, che
ci ha portato a compiere, al termine dell’escursione, un percorso ad anello.
La valle che abbiamo attraversato per tornare a Campo Franscia
era praticamente un immenso torrente in piena , che abbiamo potuto superare
grazie a molti ponticelli, fino ad arrivare ad una terrazza naturale da cui
si dominava il Bernina da una parte e il Pizzo Scalino dall’altra. Da qui una
ripida discesa fino al paese, dove ci attendeva il pullman per far ritorno a
casa, dove siamo giunti dopo un viaggio senza traffico poco dopo le 19.30. Il reportage termina qui, non ci resta che darvi appuntamento
alle prossime avventure.
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