SOCIETA’ ALPINISTI MONZESI

Sottosezione C.A.I. Monza “Aldo Mantovani”

Via Ghilini, 4/b – 20052 MONZA (MI) – tel/fax 039.2840131

www.societaalpinistimonzesi.it

Sabato 07 Marzo 2009 – Chiesa Valmalenco, Alpe Palu

.... SCIATA AL CHIAR DI LUNA ...........

partenza ore 10:00 da Monza con mezzi propri per Chiesa in Valmalenco / San Giuseppe dove parcheggiare – sciata pomeridiana ai Barchi, Alpe Palu’, Campolongo sino a chiusura impianti – sosta per la cena al rifugio Motta – ore 22:30 discesa con gli sci sino a San Giuseppe – ore 24:00 partenza per rientro a Monza

partecipanti: 14 (7 soci, 7 amici)
responsabile gita: Enrico Dell’Orto

 

Sembra che dopo la pioggia della settimana il tempo si rimetta al bello per il week-end, giusto quello che ci voleva per la nostra uscita con gli sci. Arriviamo presto a San Giuseppe e con lo ski pass pomeridiano (fanno lo sconto per i pensionati e per i soci CAI!) risaliamo immediatamente con la seggiovia al Palu’ e poi su fino alla cima del Monte Motta. Pronti ... via! Non abbiamo tempo per il pranzo e ci buttiamo, e’ troppo bello, il richiamo della sirena e’ troppo forte e noi lo seguiamo. Che dire ... il sole e’ caldo, c’e’ un po’ di vento freddo che pero’ non infastidisce, la neve e’ fantastica ed abbondante, almeno ancora 1 metro sulle piste che tra l’altro sono tenute alla grande. Ne facciamo due, tre, quattro, e chi le conta piu’? Anche la mitica “Thoeni” ci vede passare come saette.  La fame poi ci richiama all’ordine, forse anche la scusa di dire che bisogna mandar giu’ qualcosa per sostenere lo sforzo fisico ... figuriamoci. Comunque lo spuntino e’ meritato e scivola via presto perche’ dobbiamo riprendere per proseguire nel piacere dello sci fino alla fine, obiettivo prendere l’ultimo impianto della giornata, assolutamente non quello prima! Nel frattempo ci hanno raggiunto i Correzzana Boys e cosi ricompattiamo il gruppo, destinazione rifugio Motta, sulla nera che scende al Palu’ duecento metri sotto a sinistra, sul crinale affacciato sulla valle. Un balcone spettacolare a perpendicolo su Chiesa e Lanzada, in faccia a Caspoggio con la sua corona di montagne dal Monte Foppa al Pizzo Scalino. Il Disgrazia e’ un poco rannuvolato, ogni tanto si fa’ vedere con l’imponenza della sua nord-est e la sinuosita’ della “corda molla”, il Bernina invece non si mostra proprio e nemmeno lo fanno le sue damigelle, sempre coperte dalle nuvole un po’ bianche ed un po’ grigie. E’ un peccato perche’ sarebbe stato uno scenario ancora piu’ incredibile, con questa luce in calando, il sole al tramonto e la magia della sera che pian piano cresce con la luminosita’ della luna. Attendiamo l’ora di cena con un ottimo spuntino offerto (e trasportato a spalla) dai Boys (grazie Mario, Tiziano, Vito, Silvano), qualche fotografia, tante chiacchiere in relax ed una super partita a Cirula. A questo proposito... ma chi ha vinto? Ce lo stiamo ancora chiedendo... Poi la cena, ottima cucina locale con buon vino ed una compagnia a dir poco starordinaria, chiusa dal Genepy offerto dalla simpatica Paola.                                                                                        Infine... la magia... un un’atmosfera quasi irreale, il bianco ovattato della pista liscia e croccante, le ombre severe degli abeti sui fianchi, l’aria ferma fredda piacevolissima, il silenzio della notte, le stelle innumerevoli che brillano e la luna splendida che quasi ci parla. Si scende piano, metro dopo metro, gli sci vanno quasi da soli come sapessero cosa fare e dove andare, respiriamo ogni piccolo dettaglio di questa veramente magica atmosfera. Vorremmo quasi non finisse mai e se potessimo metteremmo in azione la seggiovia per risalire e poi scendere ancora. Alla luce delle frontali, in realta’ non servirebbero ma fanno spettacolo, si arriva a San Giuseppe dove a malincuore togliamo gli sci e restiamo un attimo a guardare verso l’alto, come magnetizzati dal cielo e dalla terra. Qualche minuto ed arriva anche Luana, un “brava” per il coraggio e la determinazione ed un doppio grazie a Vito per la pazienza e la maestria nell’accompagnarla.                                                                        Ci siamo tutti, per il grappino finale di Roberta e per i saluti. Ripartiamo direzione casa, sosta caffe’ e tranquillo rientro, tanto il sonno e’ cancellato dall’emozione vissuta ed ancora presente.                Semplicemente fantastico!